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Alterazioni del battito possono preannunciare l'emorragia cerebrale

In generale la chiamano APOPLESSIA, ma si tratta di una serie di fattori che determinano problemi emorragici: ictus, colpo apoplettico, blocco delle funzioni cerebrali sono tutti dovuti a rotture di vasi cerebrali che causano emorragie improvvise che portano quasi sempre alla perdita di coscienza, al coma, alla morte. In alcuni casi esistono apoplessie causate da trombosi o embolia.

Quasi impossibile prevedere questi eventi, per questo la ricerca sta spendendo molto tempo e molte menti abili per capire quali segnali ci sono -se ci sono- che possano far capire in anticipo il manifestarsi di un evento così grave. A volte basta una nausea inspiegabile, una minuscola paresi passeggera, una afasia, ovvero la momentanea incapacità di parlare. Recenti studi stanno puntando soprattutto sulle alterazioni del ritmo cardiaco. Le persone in preda ad apoplessia mostrano quasi sempre alterazioni del polso, ma finora si attribuivano alla malattia stessa.

Dagli USA però arriva uno studio che dimostrerebbe come persone che sviluppano un ritmo cardiaco irregolare hanno maggiori possibilità di sviluppare un’apoplessia. In particolare se non hanno mai sofferto di alterazioni particolari e queste si presentano durante un intervento o un ricovero per motivi specifici. Le palpitazioni o la fibrillazione potrebbero essere, in quei casi, segnali di una reazione del corpo alle cure che includerebbe il rischio di una emorragia interna. L’apoplessia, infatti, è spesso legata al cervello ma si può manifestare anche all’addome, alla placenta (causa di molte morti di parto) e ai polmoni. In caso di sospetto il medico deve immediatamente effettuare risonanze e angiografie cerebrali .

admin

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