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Ebola: il medico-eroe africano poteva essere salvato

Notizia scioccante, quella diffusa dal New York Times che rivela come la scelta di testare il siero anti Ebola poteva essere presa molto prima, per curare Sheik Omar Khan, il medico africano divenuto “eroe” della Sierra Leone per aver sacrificato la propria vita nel nome dell’assistenza ai malati di Ebola. Durante la malattia dell’uomo, che aveva speso ogni energia per curare i suoi pazienti, era stato proposto il siero ai collaboratori che però rifiutarono di somministrarglielo.

Pare che la motivazione fosse la paura di testare un farmaco non ancora sperimentato sull’uomo, ma dato che l’alternativa era comunque la morte un tentativo poteva essere fatto. Invece non ci si è nemmeno provato, con la conseguenza che il siero che avrebbe potuto salvare il dottor Khan fu dato, invece, all’americano Brantly che oggi è guarito. Ora scoppiano le polemiche perchè la famiglia del medico africano parla di “scelta politica”, qualcuno avrebbe deciso di salvare gli americani perchè così la notizia avrebbe avuto più riscontro internazionale.

La OMS smorza le polemiche parlando di poche dosi in circolazione, e dato che il siero è prodotto con estratti del tabacco è difficile da ottenere in tempi brevi. Non sarebbe stata una scelta politica ma una scelta e basta. I collaboratori di Khan hanno rifiutato il siero, quelli di Brantly invece lo hanno preso. Tutto qui. Intanto oggi sappiamo che il siero funziona, che gli americani curati stanno guarendo del tutto ma è ovvio che occorrono ancora studi per capire la validità di questo siero. Il sacerdote spagnolo, trattato anche lui con lo stesso siero, invece è deceduto ugualmente.

admin

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