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Come ragiona un genio? Ce lo rivela il cervello di Einstein

Quell’uomo troppo geniale per essere normale aveva incantato tutti già quando era in vita, ma morendo ha lasciato al mondo i suoi segreti. Già subito dopo la morte di Albert Einstein, negli anni Cinquanta, un patologo aveva iniziato gli studi sul suo grandioso cervello sezionandolo in 240 parti e analizzando ogni frammento con una tale attenzione che l’analisi è andata avanti per anni.

Allora si decise che la grandezza del genio del Padre della Relatività era dovuta a due fattori fisici importanti: il corpo calloso era più spesso, il che significava che c’erano più connessioni tra gli emisferi; un numero di neuroni in eccesso rispetto alla norma. Quegli studi, interrotti alcuni anni più tardi, sono stati ripresi adesso dall’Università di Hamilton, in Canada, che ha trovato altre spiegazioni: una estensione maggiore (15% in più) dell’area associata alla visione e al ragionamento, rispetto alla media “umana” normale. Inoltre, questa famosa trasmissione di connessioni favorita dal corpo calloso spesso era sempre alimentata perché Einstein coltivava molti hobby e interessi e dunque manteneva il cervello giovane e attivo. L’intelligenza, è provato oggi, è determinata da una interazione tra genetica (come nasce una persona) e ambiente (come viene “nutrito” il suo essere persona nel tempo). Ovviamente una persona predisposta, che cresce in un ambiente stimolante e che mantiene viva la stimolazione anche quando è fuori da tale ambiente garantisce la genialità, come quella che il signor Einstein ha mostrato di possedere durante la sua lunga vita.

admin

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