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Per le ustioni c'è anche la "banca della pelle"

Quando ci si brucia, il pericolo è doppio. Un pericolo immediato, che può causare la morte per effetto del fuoco sul corpo oppure, se si sopravvive, un pericolo derivato. Derivato dalla bruciatura della pelle, dunque dalla privazione di parti di quell’importante scudo che ci protegge dalle infezioni. E’ questo, infatti, che fa la nostra pelle. E le infezioni sono proprio la prima causa di complicazioni durante la cura di un’ustione.

Per curare le ustioni si deve per prima cosa togliere il tessuto ormai morto e inutilizzabile; in secondo luogo si tratta l’ulcerazione con preparati speciali e con tessuti sintetici temporanei, dopo di che si stimola la pelle ad auto-rigenerarsi producendo fibroblasti. Una volta curata l’ulcerazione si procede al trapianto di pelle vera e propria a coprire la parte ferita. A tal proposito, adesso si usano le “banche della pelle”.

Si tratta di strutture come le banche del sangue, dello sperma o del cordone ombelicale, dove i tessuti vengono conservati per poi usarli all’occorrenza. L’operazione non è dolorosa, si esegue in modo indolore con anestesie locali, e non viene prelevata una quantità tale da mettere in pericolo la persona. Solitamente bastano piccoli campioni per rigenerare intere porzioni di pelle e non ci sono limiti di età o di condizione, per donare. A meno che non soffriate di dermatiti o di facili irritazioni. La pelle donata serve a coprire, temporaneamente, le ferite dei grandi ustionati prima che ricevano il trapianto dai propri tessuti stessi.

admin

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