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I cerotti: quelli colorati e quelli che un giorno saranno vaccini

Un tempo erano semplicemente delle garze di cotone tenute ferme da una benda, e più in là da un nastro adesivo. Oggi sono diventati un po’ di tutto. Li vediamo colorati e lunghissimi sui corpi degli atleti (idea del giapponese Kenzo Kase, nel 1980) per ridurre il dolore muscolare, facilitare il drenaggio linfatico e stimolare la circolazione dopo un infortunio.

Li troviamo imbevuti di sostanze alla nicotina per dare sollievo alla mancanza di sigarette, o con principi attivi antiemetici per affrontare il mal d’auto.
Li vediamo anche in versione termica per dare sollievo al mal di schiena. Ma in futuro li vedremo anche come sostituti dei vaccini. L’idea di Mark Kendall, australiano del Queensland, è proprio quella di un cerotto fornito di microscopici aghi che una volta applicato inietti nel corpo medicine e principi attivi. Mettendolo non si sente dolore ma solo un piccolo fastidio simile al prurito, mentre il medicinale fa effetto sottopelle. Il cerotto-vaccino si sta già sperimentando mentre in America (Texas) e in Corea del Sud (Seul) si progetta un cerotto fornito di microchip, molto sottile (0.003 mm), in grado di agire come un computer e di monitorare alcuni tipi di malattie come Parkinson ed epilessia, memorizzando i dati e creando un archivio utilissimo in caso di emergenze. Tra 5 anni, a fine sperimentazione, si potrà parlare davvero di una nuova era del cerotto.

admin

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