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La cultura ci rende centenari

Il genetista dottor Edoardo Boncinelli lo spiega in un libro, scritto insieme al filosofo Giulio Giorello, ma basta osservare la società moderna per capirlo. Si vive di più e si vive meglio. Un tempo l’età anziana era considerata punto di arrivo, tanto che in alcune culture tribali i vecchi “andavano a morire” in posti isolati per lasciar spazio ai giovani. In Europa, invece, succede l’opposto.

Grazie ai progressi medici si vive meglio anche dopo i 70 anni. La medicina si sta specializzando sempre più per curare gli acciacchi e per permettere agli ultraottantenni di arrivare fino a cento anni! Ma i progressi medici non sono l’unica cosa che ci allunga la vita. Molto sta facendo la psicologia che invita tutti a godersi la vecchiaia come il miglior periodo della vita, mantenendo la forma fisica, continuando a praticare il sesso, continuando a coltivare gli hobby.

Avere un interesse, meglio se di tipo culturale (pittura, musica, letteratura) aiuta il cervello a mantenersi giovane e vitale, aiuta la persona a non perdere interesse nel mondo e dunque a adattarsi e riadattarsi. L’aiuto dei nuovi mezzi, come computer e cellulari di ultima generazione, permette di spaziare e di estendere tali interessi anche ad altre zone del pianeta, “viaggiando” online e aggiungendo informazioni nuove a quelle già esistenti. Nel frattempo la ricerca lavora per allungare la vita, costruendo “vite artificiali” tramite la manipolazione del DNA … un aiuto sicuramente per combattere un giorno la vecchiaia del corpo. Ma per quella della mente rimane valido sempre un buon libro, un buon passatempo, una vivace attività.

admin

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