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Ebola: forse la stiamo sottovalutando

Forse stiamo sottovalutando una delle malattie più difficili e pericolose di sempre. Finora stavamo tranquilli perchè l’epidemia di Ebola colpiva solo due o tre regioni lontane, ma oggi che anche il Congo e la Nigeria contano i casi di contagio e che i morti superano quota 1.500 dobbiamo darci una mossa e darcela tutti. Nessuno escluso.

E’ in parole povere l’invito che fa la OMS a tutto il mondo, dichiarando sempre viva l’emergenza Ebola. Ci vogliono medici, mezzi, ma soprattutto fondi. Denaro per rifornire il personale di protezioni adeguate e i pazienti di personale adeguato, ben formato, pronto. Fino ad oggi, su 240 persone che si sono ammalate mentre curavano i malati di Ebola circa 120 sono decedute senza che si potesse fare niente per loro. La ricerca pare si muova molto rapidamente e certo fanno ben sperare i due medici americani trattati col siero del tabacco e guariti da Ebola (pare definitivamente).
Ma allo stesso tempo altri malati trattati con quel siero sono morti ugualmente. E’ necessario finanziare la ricerca perchè acceleri, se possibile, il proprio lavoro ancor di più. Diversi sieri sperimentali sono già stati inviati in Africa ma occorrono soldi anche per rendere l’ambiente adatto ad applicarli. Un siero non cura niente se il malato si trova esposto a scarsa igiene, medicinali scaduti, infezioni e simili che lo debilitano ancor di più. Resta la speranza legata a coloro che guariscono nonostante tutto (su 3.070 malati, almeno la metà è ancora in vita) ma anche questo fenomeno va studiato e capito con la ricerca. E la ricerca va finanziata.

admin

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