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Batteri resistenti: da un fungo, forse l'idea vincente per sconfiggerli

Quante infezioni conosciamo? Pur non essendo medici sappiamo benissimo che una ferita sporca o mal curata si infiamma e può provocare febbre e altri problemi più gravi. Ma ci sono infezioni che fanno davvero paura come quella da MRSA, o Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, o il Klebsiella pneumoniae, che è causa di polmoniti e setticemia, o l’Escherichia Coli che attacca l’intestino. Per molte di queste infezioni, oggi, non c’è più cura a causa dei batteri che ormai resistono a ogni medicinale!

La colpa è stata nostra. Abusando negli anni dei farmaci che dovevano distruggere questi micro organismi abbiamo “educato” la loro prole a resistere a quelle determinate sostanze e dunque oggi non si sa più come fermarli. La ricerca, ovviamente, non si fa mettere sotto scacco e continua a cercare soluzioni nuove. A volte, paradossalmente, si torna agli antichi rimedi “della nonna”, ovvero alla natura. E se fosse davvero questa la soluzione migliore? Lo starebbero dimostrando alcuni ricercatori americani che hanno ripreso uno studio del 2008 in cui si era isolata una sostanza dal fungo Penicillium.

Le ricerche sono state condotte alla Rice University dove la sostanza in questione, che appartiene agli antibiotici Tetracicline, è stata provata su batteri Gram-positivi, ancora molto sensibili agli antibiotici. Si è visto che la risposta è stata positiva come previsto, ovvero i batteri venivano annientati dall’azione della sostanza ricavata dal fungo. Purtroppo si tratta di una sostanza scarsamente reperibile in natura, va riprodotta in laboratorio e ci vuole parecchio lavoro per far questo. Da quanto finora visto si è appurato che le versioni riprodotte dai ricercatori hanno addirittura efficacia due volte maggiore, per cui il risultato vale la fatica. E alimenta nuove speranze. La battaglia non è del tutto persa, purché non si abusi anche dei nuovi eventuali farmaci.

admin

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