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La bambina con tre eredità genetiche

Lei si chiama Alana, ha 13 anni e due occhi e due braccia come tutti. Non è un essere alieno, insomma, ma in un certo senso ha qualcosa che nessun altro essere umano possiede: tre eredità genetiche. Di solito noi ereditiamo i geni di padre e madre e delle loro rispettive famiglie e discendenze. Ma nel caso di Alana, invece, i geni provengono da tre fonti, non da due. Come?

I genitori non potevano avere figli e si erano sottoposti a decine di cure diverse contro la sterilità. Infine tentarono anche il transfer mitocondriale. Per transfer mitocondriale si intende un tipo di fecondazione fatta appositamente per evitare al bambino di ereditare eventuali difetti genetici: si inietta nell’ovocita della madre lo sperma del coniuge, ma insieme ad esso anche il citoplasma di una donatrice. I mitocondri che forniscono nutrimento ed energia alla cellula, hanno uno specifico DNA tutto loro. Tale DNA si trasferisce in modo totale e completo. Dunque in un caso simile la bambina eredita il DNA della madre e del padre ma anche quello della donatrice di mitocondri.

Una tecnica che si sta affinando nei laboratori americani e inglesi, dove si lavora per migliorarla e renderla ancora più precisa. Si attende l’OK per la sperimentazione in grande stile dei nuovi metodi, ma nel frattempo si discute l’aspetto morale della cosa. Una discussione che tuttavia non riguarda lei, Alana, la protagonista del fatto. La bambina infatti -che sa tutto- sente comunque di appartenere alla madre e al padre. E’ consapevole di avere in corpo una “eredità terza” ma, come è ovvio, non prova sentimenti verso di essa. E’ solo una parte di sé, come lo sono i capelli, il neo, un’unghia.

admin

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