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Eterologa: ancora senza legge, ma le regioni la applicano

La Corte Costituzionale aveva fatto la storia: la legge 40, che vietava la fecondazione eterologa, è illeggittima e incostituzionale. Detto ciò, non significa che automaticamente è permessa. La Corte ha emesso un parere, il Governo deve completarlo facendo una legge che indichi a medici e pazienti come e quando applicare questo parere. Insomma, l’eterologa è concessa, ma per essere permessa occorre una legge. Legge che ancora materialmente non c’è.

Sappiamo quali saranno i punti, quali i divieti, ma non c’è ancora stata una emanazione definitiva. Dunque, ufficialmente, non c’è legge che la regoli. Le richieste delle coppie però sono talmente tante e pressanti che le regioni non stanno lì ad aspettare che il Governo si decida. La prima di tutte è stata la Toscana. Nei suoi ospedali la fecondazione eterologa viene applicata, basandosi sulle linee guida che “dovrebbero essere” ma che non sono ancora state ufficializzate. Dopo la Toscana è stata la volta di Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Oggi anche Umbria e Veneto si accodano e danno il via all’eterologa, legge o non legge.

E mentre il ministro Lorenzin invita alla calma e rinvia tutto alla prima riunione possibile della Camera, i governatori si ribellano e vanno avanti. In Toscana, solo in agosto erano giunte già oltre 150 prenotazioni e nel Veneto si viaggia più o meno sugli stessi numeri. Impossibile stare a guardare e attendere una legge che, con i tempi italiani, potrebbe anche arrivare l’anno prossimo. Oppure mai. Oltre alle regioni si stanno muovendo anche le cliniche private, soprattutto le straniere: avendo perso i clienti italiani, dopo il pronunciamento della Corte, hanno deciso di venirli a cercare a casa. A pagamento ma subito, senza aspettare. Legge o non legge, la fecondazione è già una realtà. Manca solo una firma.

admin

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