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Sei mesi di allenamento per adattare il cervello al cibo sano

Se siamo grassi lo “dobbiamo” alle nostre cattive abitudini. E spesso le cattive abitudini sono dettate dal cervello che si adatta a determinate situazioni, determinati gusti, determinate sensazioni di piacere. Se ci piace la panna o il cioccolato, difficilmente potremo trarre la stessa soddisfazione da una carota bollita. O forse sì? Una ricerca americana condotta dalla Tufts University e dal Massachusetts General Hospital dice che invece si può.

Il nostro cervello, come ogni altro organo, si può abituare ad altro, se la condizione lo richiede. Può imparare a farsi piacere altre situazioni o altri gusti o altri tipi di piacere. Vale naturalmente anche per il cibo. Si può letteralmente allenare il cervello ad amare i cibi genuini e magri, pure se meno saporiti. Bastano sei mesi di costanza e una dieta fatta di fibre, proteine e alimenti privi o scarsi di zuccheri. E’ lo stesso meccanismo della dipendenza. Il cervello non è abituato alle soddisfazioni che danno la droga o l’alcol ma quando si adatta chiede solo quelli.

Il test ha coinvolto 13 uomini e donne, tutti con chili di troppo e alcuni di loro sono stati invitati a seguire per sei mesi una dieta particolare, come detto basata su cibi sani. I soggetti sono stati sempre seguiti e valutati e, nonostante le difficoltà iniziali innegabili, alla fine riuscivano ad adattarsi. Analizzando il loro cervello si è anche riscontrato che il cambiamento aveva lasciato delle tracce evidenti. Le aree che regolavano l’apprendimento e la soddisfazione erano divenute più sensibili per i vegetali e i cibi magri mentre mal tolleravano quelli grassi. Dunque è vero, dimagrire è una questione di volontà e di allenamento: fisico e cerebrale.

admin

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