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Ebola: terza guarigione

Non sarà stato così onorato di richiamare il titolo del famoso film “Il paziente inglese” il giovane infermiere William Pooley, inglese del Suffolk, in missione in Africa proprio nelle zone colpite dal contagio Ebola. Il ragazzo, infatti, era stato il primo britannico a contrarre la malattia mentre si trovava in Sierra Leone e, solo per pura fortuna, si è ammalato poco dopo la prima sperimentazione del siero anti Ebola negli Stati Uniti.

Se fosse successo pochi mesi prima forse oggi sarebbe morto. Invece, non appena sospettati i primi sintomi, Pooley si è subito rivolto alle autorità inglesi ed è stato messo sotto trattamento col famoso siero Zmapp, ricavato da una sostanza delle foglie di tabacco. L’infermiere, oggi, risulta completamente guarito ed è la terza persona a sopravvivere a Ebola dopo il medico americano Brantly e l’infermiera Writebol. Pooley forse avuto un vantaggio ulteriore, rispetto ai due americani, cioè i sintomi non sono arrivati al livello di gravità dopo il quale la guarigione diventa difficile.

Segno che comunque lui ha avuto intuito e i medici inglesi tempestività nel trattare la malattia, a dimostrazione che Ebola può essere curata …. sebbene sia ancora da confermare la validità del siero per tutti. Sul prete missionario spagnolo e su un medico liberiano, infatti, lo stesso siero non ha avuto effetto. Ma mentre il giovane inglese festeggia la guarigione, in Africa un altro americano teme per la vita. E’ un dottore che lavorava in Liberia, che non ha mai avuto contatti con malati di Ebola -dato che lavorava al reparto maternità di un grande ospedale della capitale- e dunque non si sa come e dove abbia contratto il virus. Ad oggi, su 3.069 casi segnalati, i decessi sono stati oltre 1.550 e si teme che comunque la malattia si estenderà ancora. Per questo occorre fornire in fretta le strutture del siero e di qualsiasi altro possibile vaccino in grado di limitare i danni.

admin

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