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Immigrazione e malattie: pericolo per l'Italia?

Nelle loro terre muoiono ancora di tifo, di malaria, di tubercolosi… oggi anche di Ebola. Ma adesso che approdano a centinaia in Europa cominciamo a temere che queste malattie arrivino con loro, con gli immigrati, e che lascino una scia “appestata” proprio in Italia, Paese di passaggio obbligato. Ma abbiamo davvero così tanto da temere?

Il Ministro Lorenzin ci rassicura che siamo uno dei Paesi con la miglior ricerca scientifica al mondo, che abbiamo mezzi e strutture per combattere anche contagi come Ebola per il quale, in ogni caso, non esiste ad oggi alcun pericolo confermato. Ma, a parte Ebola, dobbiamo temere la tubercolosi? Beppe Grillo tuona di sì, dal suo blog, con toni allarmistici che di fatto non trovano fondamento alcuno. Primo perché i casi finora registrati sono più relativi alla positività al test (ma essere positivi non significa essere già malati) e se qualche soggetto malato c’è stato non ha fatto notizia perché è stato subito curato. Grillo parla di tubercolosi perché in fondo sa che non è una malattia mortale e in tal modo si può creare allarme senza scatenare il panico, come invece succederebbe se si parlasse di Ebola.

In realtà, ci ricordano medici esperti, la tubercolosi si può curare. La TBC del bacillo di Koch è molto diffusa, ha un contagio difficile (serve un lungo e continuo contatto col malato per prenderla) ed è comunque trattabile, da noi in Europa. La tubercolosi può manifestarsi immediatamente o restare latente, anche per anni. In quel caso si parla di “positività” ma un soggetto positivo al test della TBC non presenta comunque sintomi, dunque nemmeno fonti di contagio, ed è curabile con largo anticipo. L’Italia dunque non è “in pericolo” per colpa degli immigrati, sarebbe in pericolo se non avesse strutture, personale e farmaci adeguati per affrontare le emergenze. Tutte cose che, attualmente, pare abbia e sappia usare senza alcun problema.

admin

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