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Non vi ammalate a ridosso di Natale, potreste rischiare il licenziamento

Licenziato per essersi ammalato. La Corte di Cassazione dice che si può fare e convalida il licenziamento deciso per un impiegato che, guarda caso, si ammalava sempre a ridosso delle festività, accumulando non solo ore di assenza ma anche tanti invidiabili “ponti”. Con questo significa che siamo tutti in pericolo? No, perchè la decisione della Corte ha un criterio ben preciso.

Per rendere il licenziamento legittimo, le ore di assenza per malattia devono essere continue, legate alle maggiori festività o alle giornate di vacanza o di chiusura, recare danno all’azienda. In mancanza di uno di questi fattori il licenziamento si può contestare. Ovviamente se ci si ammala intorno a Natale o al Ferragosto non siamo a rischio licenziamento, se abbiamo un medico pronto a confermare la coincidenza. Se la cosa succede una tantum non è una ragione valida per farci perdere il posto, e così via.

Insomma, il lavoratore è ancora tutelato … purchè non faccia il furbo. Nel caso in questione, avvenuto a Chieti, prima di decidere di conseguenza il tribunale ha ascoltato molti testimoni, tra cui colleghi e medici, verificando che le assenze dell’impiegato non solo erano TUTTE legate a giorni festivi ma causavano rallentamento del lavoro proprio in quei periodi. In casi estremi come questo, il licenziamento può scattare anche se la persona non ha ancora usato tutte le ore di malattia disponibili.

admin

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