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"Erin Brockovich" a Brescia: ecco come si elimina il Cromo 6 dall'acqua

Se avete visto il film con Julia Roberts conoscete anche la storia (vera) dell’assistente legale Erin Brockowich che negli anni Ottanta, in una sperduta cittadina del deserto della California, convinse migliaia di persone a denunciare la PG&E, la compagnia del gas ed elettricità, a risarcire i numerosi danni da Cromo 6. Questa sostanza, usata come antiruggine, spesso poi passa nell’acqua e può avvelenare intere falde acquifere e la gente che le usa.

Una cosa simile stava succedendo anche a Brescia, in modo meno grave naturalmente e meno premeditato (in California la compagnia sapeva bene i danni che causa il Cromo 6 sul corpo). La città lombarda, grazie al progetto di A2A, ha presentato una possibile soluzione per eliminare il Cromo 6 dalle proprie acque potabili. Il Cromo Esavalente, infatti, a lungo andare può causare infiammazioni alla pelle, cancro, problemi circolatori. Non è una sostanza benefica e sebbene -quando sia assunta in piccole quantità- sia ancora tollerabile è sempre meglio non averla affatto nella propria acqua.
Il metodo bresciano, già sperimentato in uno dei pozzi abbandonati, verrà presto esteso a quelli attivi: è una questione di chimica, infatti viene versato nei possi il Solfato Ferroso (in quantità di 2 µg ) le cui molecole si legano al Cromo 6 e lo “depotenziano” fino ai livelli di Cromo 3. Il Cromo Trivalente non viene assorbito dall’acqua, dunque fa il proprio lavoro senza però avvelenare nessuno. E gli eventuali residui possono essere tranquillamente smaltiti e scaricati. Dai dati finora raccolti, pare che il trattamento ideato da A2A stia funzionando bene e le prospettive sono che nei prossimi anni i livelli di Cromo 6 si abbasseranno di moltissimo fino a sparire completamente.

admin

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