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Ebola: ecco dove si affronterà l'emergenza

Ad oggi, in Italia non ci sono ancora stati casi di Ebola accertati. Quei pochi allarmi sono stati tutti smentiti nel giro di poche ore e questo ci fa tirare un sospiro di sollievo. Ma in situazioni globalizzate come questa è sempre bene pensare al peggio, per poterlo affrontare -se sarà il caso- preparati al meglio. E l’Italia è prontissima, assicura il Ministro Lorenzin.

Non ci sono solo le navi del nostro esercito -attrezzate per isolare e trattare eventuali malati di Ebola- ma anche molti ospedali si stanno rendendo disponibili e pronti se mai si verificasse un’emergenza. La Regione Piemonte può vantare già otto centri in grado di gestire Ebola. Si tratta di ospedali come il Regina Margherita, particolarmente attrezzato per i bambini, ma anche dell’Amedeo di Savoia di Torino e degli ospedali di Novara, Vercelli, Cuneo, Alessandria, Asti e Casale Monferrato. Lo dichiarano con orgoglio in Consiglio Regionale ed è giusto che ne abbiano merito, ma bisogna dire anche che il Piemonte non è l’unico a tenersi pronto.

A Roma, il centro di riferimento per eccellenza per Ebola e altre malattie infettive è lo Spallanzani ma abbiamo visto che pure Ancona ha gestito correttamente il caso sospetto della donna nigeriana, poi rivelatosi malaria. In caso di sintomi poco chiari che facciano pensare a Ebola, dunque, correte presso il più vicino ospedale e fatevi dare da loro le direttive su come agire. Potreste essere sottoposti subito a trattamento oppure trasferiti presso altri centri, più pronti, che cureranno la situazione. I consigli di prevenzione, al momento, riguardano tutti quei cittadini -italiani o extracomunitari- rientrati dall’Africa con febbre o malesseri strani. Magari alla fine risulterà solo una indigestione o un’influenza stagionale, ma meglio correre ai ripari in tempo che farlo quando fosse ormai troppo tardi.

admin

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