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Il suicidio? Una "malattia" che si può prevenire

In aumento i suicidi, soprattutto tra i giovani. E non è solo una piaga dell’Italia martoriata dalla crisi ma di tutto il mondo. Attualmente il record di suicidi lo detengono i ricchi e tranquilli Paesi scandinavi e nessuno capisce ancora il perchè. Il suicidio è legato quasi sempre a patologie psichiche, anche se temporanee, come la depressione. Per questo sempre più esso viene considerato una malattia di per sé.

Alcuni ipotizzano una scienza specializzata proprio per curare e prevenire i suicidi. Negli anni Sessanta, il dottor Edwin Sheneidman ne definì anche il nome: “suicidologia”. Nomi a parte, tuttavia, il fenomeno merita attenzione. Mai sottovalutare frasi o segni lanciati come grida di aiuto da persone fragili. E per fragilità non si intende solo caratteri deboli e dimessi. Molto spesso si suicidano i più simpatici, gli allegri del gruppo, quelli -cioè- che coprono la paura e la tristezza con una maschera finta.

Il suicidio è un tentativo di porre fine ad uno stato di prostrazione e di dolore, talmente insopportabile che annulla l’istinto di sopravvivenza che di fatto dovrebbe impedire un gesto tanto estremo contro se stessi. Come si previene una “malattia” così pericolosa? Il 10 settembre scorso la OMS ha dedicato al suicidio una giornata, durante la quale ha diffuso una sorta di linee guida: prevenzione nelle scuole e nei luoghi di lavoro, organizzazione di centri studio, collaborazioni multidisciplinari. Ma più importante di tutto, stabilire terapie di sostegno valide e continue e liberare la persona dal “marchio” di aspirante suicida che le impedisce di recuperare una vita normale. Occorrono esperti per far ciò, è ovvio, ma anche famiglie e amici devono tenere gli occhi aperti sempre.

admin

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