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Ebola, casi sospetti in Europa: in corso gli accertamenti

Si parla soltanto di “CASI SOSPETTI” perchè non sono ancora conclusi gli accertamenti sui soggetti che si sono presentati spontaneamente per i controlli. Si tratta, in situazioni e momenti diversi, di due medici olandesi e di una famiglia di origine nigeriana appena rientrata in Italia dal loro Paese. Come sempre è importante non parlare di Ebola se non prima di abbia la certezza della sua presenza, o della sua assenza, come accaduto in molti casi precedenti.

I due medici olandesi sono i dottori Nick Zwinkels e Erdi Huizenga, che lavoravano da mesi ormai nella città di Yele nella Sierra Leone centrale. Il loro compito era quello di curare persone malate di malaria, e inizialmente si pensava avessero contratto anche loro la malattia. Ma i sintomi che presentavano non coincidevano del tutto con la malaria, dunque si sospetta possano aver preso il virus Ebola. Da qui la decisione di rimpatriarli in fretta, ad Amsterdam, dove sono stati messi in isolamento in attesa dei risultati di tutte le analisi.

Vivono a Rimini, invece, i quattro nigeriani che si sono presentati spontaneamente all’ospedale con sintomi che fanno temere Ebola. In particolare, i due bambini di 5 e 7 anni hanno febbre alta, dolori muscolari e diarrea da un paio di giorni. Le analisi sono state eseguite su tutti e quattro i membri della famigliola, che vive in Italia ormai da molti anni ed era tornata in Nigeria per far visita ai parenti. Da apprezzare la coscienza con cui il padre, all’insorgere dei primi sintomi sospetti, ha portato tutti quanti a fare i controlli a Rimini. La tempestività della diagnosi e del trattamento è la prima arma per evitare il contagio e la diffusione della malattia, se mai si tratti davvero di Ebola. I risultati degli esami saranno resi pubblici nella giornata di oggi.

admin

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