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In coma da 16 anni, si sveglia grazie a Hitchcock

Quando aveva 18 anni è rimasto vittima di un’aggressione che lo ha ridotto in fin di vita, poi in coma, poi in un lungo stato vegetativo… ovvero quel limbo nel quale la mente rimane prigioniera, pur avendo ancora un corpo con cui vivere. E’ stata questa la storia di un giovane canadese (chiamiamolo John) che oggi ancora una volta diventa discussione sulla capacità di interagire con l’ambiente anche quando si è in coma.

Perchè sono passati 16 anni, da quel giorno, e oggi “John”, a 34 anni, ha ricominciato a comunicare. Tutto merito di un film di Alfred Hitchcock e di uno studio condotto dal dottor Adrian Owen della Università del Western Ontario. Durante lo studio, Owen ha misurato l’attività cerebrale di soggetti sani e di alcuni in stato vegetativo mentre guardavano un film di Hitchcock. Si è notato che i pazienti in stato vegetativo avevano delle reazioni minime al film giallo e in particolare “John” ha mostrato una improvvisa e incredibile riattivazione cerebrale. Un’attività simile a quella dei pazienti sani.

La particolarità che ha risvegliato “John” più degli altri è che il padre ha sempre continuato a trattarlo come se fosse sveglio. Lo portava al cinema, gli faceva vedere la TV e dunque il ragazzo era stimolato favorevolmente. In particolare, i film di Hitchcock sono coinvolgenti e attirano attenzione e razionalità di chi li guarda. Costringono il cervello a lavorare insieme a quello degli investigatori per capire chi sia l’assassino. Uno stimolo in più che certamente ha avuto un ruolo. Ma l’importante qui è capire che la coscienza, anche minima, sopravvive al di là di quanto manifesta il corpo. Un soggetto può rimanere mentalmente attivo anche quando sembra completamente immobile o addormentato. Si riapre davvero il dibattito sulla interruzione della vita.

admin

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