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Una "mappa" e una nuova terapia italiana per salvare la cornea

Una delle malattie che colpiscono i nostri occhi è il CHERATOCONO. Si tratta di una distrofia della cornea, di tipo ereditario, che comporta il progressivo assottigliamento della cornea fino a curvarsi. Il problema si presenta molto diffuso tra gli adolescenti, raramente in età infantile, ma tende ad aggravarsi fino al punto in cui non si può correggere più nemmeno con gli occhiali. In questo caso bisogna intervenire direttamente sulla cornea.

Una nuova sperimentazione si sta conducendo in Italia, al Policlinico Gemelli di Roma, su pazienti colpiti proprio da questa distrofia oculare e forse potrebbe dare un nuovo percorso di soluzione a chi da anni tenta di trovare una cura meno invasiva dell’intervento. Ai pazienti del Gemelli si sta applicando un trattamento termico e a base di Raggi UV, dopo aver creato una vera e propria “cartina geografica” della cornea. Una mappa molto dettagliata che disegni il percorso sul quale i raggi termici dovranno muoversi per applicare sulla cornea una molecola -la riboflavina- che ripara il danno.

La “mappa” è molto importante perchè permette di unificare le due terapie (quella termica e quella molecolare) che altrimenti non potrebbero viaggiare insieme. C’è però da dire che è sempre meglio agire sul cheratocono quando è agli inizi e non aspettare che la cornea si sia piegata del tutto su se stessa. Dati i risultati incoraggianti dei primi test, si sta aspettando l’autorizzazione per estendere il trattamento a tutti i pazienti, cosa che potrebbe avvenire verso la fine di questo stesso mese, se tutto andrà bene. Sabato 20, la terapia verrà ulteriormente illustrata presso un convegno organizzato dalla Università Cattolica di Roma.

admin

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