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Via libera ai farmaci derivati dalla cannabis in Italia

Se la Scozia fallisce la sua rivoluzione indipendentista, un’altra rivoluzione, molto più interessante, ottiene una vittoria nel nostro Paese. Ieri, infatti, il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il ministro della difesa Roberta Pinotti hanno sottoscritto pubblicamente l’accordo di cooperazione per la produzione di sostanze derivate dalla cannabis ad esclusivo uso terapeutico. Una innovazione sia per la qualità delle cure che per i loro contenutissimi costi.

Avevamo già parlato delle sperimentazioni in corso presso il centro medico dell’esercito italiano -lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze– che aveva già usato derivati della cannabis per curare i propri soldati ma che ora viene incaricato di studiare la possibilità di produrre questi farmaci fitoterapici per tutti i cittadini. Il fatto che tali sostanze siano prodotte presso lo S.C.F.M. garantisce prima di tutto la legalità della cosa, in secondo luogo l’attenzione e precisione del lavoro e infine la sicurezza. Ecco come mai il coinvolgimento del ministro della difesa.

I farmaci così prodotti costeranno meno della metà di quelli attuali, quasi tutti provenienti dall’estero dove l’uso dei derivati dalla cannabis è ormai una pratica diffusa. I medicinali che usciranno dallo S.C.F.M. verranno usati principalmente per la terapia del dolore sui pazienti che soffrono di cancro, di SLA, di malattie neurodegenerative in generale. Si tratta di un inizio, ma è possibile che presto queste terapie vengano estese anche a tante altre malattie. Naturalmente non si tratta di una vera “liberalizzazione” della marijuana o di altre droghe, ma di un uso specifico dei loro derivati.

admin

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