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Guarito da Ebola dona il proprio sangue per creare anticorpi

Mentre Ebola continua a far paura (è di ieri l’ennesimo falso allarme, a Napoli) e continua ad aumentare il numero dei morti in Africa, la scienza fa ottimi progressi. I farmaci sperimentali, i vaccini e i sieri che vengono studiati in Europa e in America hanno già guarito tre persone. Una di queste tre persone, il giovane infermiere inglese William Pooley, ha scelto di tornare in Africa.

Non è incoscienza, è amore per la sperimentazione e per il prossimo. Infatti, una delle nuove speranze contro Ebola è quella di usare il sangue di pazienti guariti come “anticorpo” da iniettare nel corpo dei malati per “insegnare” anche ad esso a difendersi dal nemico. Per adesso Pooley sta andando negli Stati Uniti per verificare se una donazione del suo sangue a un cooperatore americano malato di Ebola possa servire allo scopo. Se funzionerà il prossimo passo sarà portare questa ventata di speranza anche in Africa.
In poche parole, il sangue di Pooley trattato con il siero anti Ebola, ora ha sviluppato difese che riconoscono il virus e sanno come distruggerlo. Naturalmente lui da solo non potrà guarire tutti i malati africani, ma la tecnica potrebbe essere usata per ricavare ulteriori anticorpi da distribuire ai pazienti. “L’epidemia è stata sottovalutata, ora è tempo di darci da fare per fermarla veramente”, ha dichiarato il coraggioso infermiere. Intanto anche l’infermiera francese contagiata, e rientrata a Parigi, sta per essere sottoposta alla terapia a base di siero del tabacco, la stessa che ha guarito Pooley.

admin

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