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Rigenerazione dei nervi grazie a un "binario" artificiale

Uno studio italiano, condotto dal Policlinico Gemelli, punta alla risoluzione di un problema che, se trovasse rimedio, potrebbe ridare speranza a centinaia di persone. Parliamo dei danni ai nervi. Quando si ledono i nervi i messaggi non passano più dal cervello alle zone interessate e così accade che alcuni rimangono ciechi, paralizzati, che si blocchino anche alcune funzioni vitali. Come riparare i nervi danneggiati? E’ questa la domanda.

I ricercatori hanno potuto osservare questi danni durante il corso di interventi dovuti ad altre cause e hanno potuto studiare la struttura di alcuni possibili passaggi ai quali applicare nuovi dispositivi biocompatibili. Non si trattava di numerosi casi, quindi non c’era una statistica precisa ma grazie alla nuova ricerca e all’uso di nuove terapie ora se ne crea una che servirà da base di studio per il futuro. Vengono create delle “guide” simili a binari, in materiale biocompatibile, e vengono usate per unire i due tronconi di un nervo rotto. Grazie a questa “pista” le cellule dei nervi ricostruiscono la parte mancante e si riallacciano, mentre le “guide” si autodistruggono nel tempo.

In base al danno e alla sua estensione, la crescita avviene in pochi mesi o in alcuni anni. Prima di applicarlo sull’uomo, si è lavorato a questo esperimento per molti anni nei laboratori ma i risultati positivi facevano già ben sperare. Ora si tenta la carta vincente sui pazienti veri e propri e si profila già un futuro interessante per la rigenerazione che potrà aiutare molte persone a ritrovare il corpo e le sue funzioni. La scoperta è stata presentata al congresso indetto dalla Società Europea degli Organi Artificiali.

admin

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