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Arriva "l'effetto Jolie" e la prevenzione ringrazia

Quando l’esempio viene dato da un personaggio molto in vista, l’effetto è tre volte più dilagante. Ecco perchè oggi stiamo parlando di “effetto Jolie” relativamente alla prevenzione del cancro al seno. La prima a sottoporsi ai test genetici è stata la famosa attrice e moglie di Brad Pitt, Angelina Jolie, sconvolta dalla morte di una sua parente. Ha scoperto con questi test di avere alte possibilità di ammalarsi anche lei e così, preventivamente, si è fatta asportare entrambi i seni.

Ha potuto farlo perchè ricca (i test e l’operazione costano) ma ha anche lanciato un messaggio importante alle donne di tutto il pianeta, tanto è vero che è aumentato in modo considerevole il numero di visite specialistiche da parte delle donne. Da quando la Jolie si è sottoposta all’operazione, nel maggio scorso, le richieste per il test genetico -o anche soltanto per una semplice visita specialistica- sono raddoppiate. Non tutte le donne hanno bisogno di spendere tempo e denaro con un test genetico, in quanto questo è utile per chi ha una storia di cancro al seno in famiglia, ma il fatto che ci sia una nuova consapevolezza della propria salute è positivo.

L’effetto Jolie non deve però toccare limiti estremi. L’asportazione preventiva del seno è un’azione che comunque non mette al riparo dalla malattia, perchè non tutti coloro che hanno “probabilità” di ammalarsi alla fine si ammalano. I test non devono essere l’inizio di una serie di “interventi chirurgici preventivi”, ma solo una base sulla quale costruire un percorso di prevenzione saggia e accurata. Le soluzioni, insomma, sono tante e non per forza chirurgiche: molto spesso un tumore appena all’inizio si può distruggere con farmaci e trattamenti radio o chemioterapici.

admin

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