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Curare l'ictus con la telemedicina: a Roma è realtà

Curare l’ictus con la “telemedicina”. Non più solo una ipotesi, a Roma e dintorni sarà possibile farlo davvero e la prospettiva è quella di salvare tempestivamente decine di vite umane. Il progetto, pianificato da tempo, sta prendendo attività solo adesso coinvolgendo Roma, l’ospedale Umberto I, e alcune strutture della provincia come ad esempio Tivoli, Palestrina, Colleferro, Guidonia, Subiaco e Monterotondo.

I pazienti che si recheranno presso il Pronto Soccorso di uno di questi ospedali con sintomi da ischemia potranno essere curati dai loro medici in perfetta interazione telematica con l’Umberto I di Roma e con la sua Unità Neurologica. L’Umberto I è leader nella somministrazione di un trattamento particolare, a base di farmaci, in grado di riaprire arterie ostruite e dunque evitare l’insorgenza dell’ictus ma anche interventi chirurgici d’urgenza per fermarlo, se già in atto. Solo l’anno scorso qui sono stati eseguiti 117 trattamenti del genere e tuttavia non tutti i pazienti che ne avevano bisogno hanno potuto usufruirne.

I disagi maggiori li avevano, appunto, i pazienti della provincia che giungevano all’Umberto I troppo tardi per poter essere salvati con il trattamento farmacologico. Le conseguenze erano, nel peggiore dei casi, il decesso della persona e nel “migliore” dei casi un ricovero più lungo del normale con enormi spese. Da oggi, invece, grazie al collegamento via web con l’Umberto I e al consulto immediato online, i medici della provincia potranno agire subito sull’emergenza e applicare un trattamento farmacologico all’istante se necessario. La tempestività della diagnosi è il primo mezzo salvavita per il paziente con ictus e se Internet e la tecnologia moderna possono permettere di velocizzare una diagnosi diventano un mezzo ancora più prezioso per la medicina.

admin

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