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In Italia, il superfarmaco anti epatite: costosissimo e riservato a pochi

Si chiama Sofosbuvir ed è il nuovo farmaco che promette miracoli nei casi di epatite C. Non è il primo nè l’unico, dato che ultimamente le case farmaceutiche stanno scoprendo queste cosiddette “pillole d’oro”, prodotti medicinali molto efficaci contro l’epatite e contro i tumori ma con diversi effetti collaterali scomodi e soprattutto con costi da paura. Da 30.000 a 100.000 euro a paziente per ogni ciclo terapeutico!

Per poterli rendere più accessibili e usarli sul mercato italiano occorreva un accordo tra la casa produttrice e l’AIFA, l’agenzia del farmaco, cosa che pare avvenuta con successo dopo mesi di trattative, di ripensamenti e di tira e molla. Dal prossimo anno, Sofosbuvir e gli altri farmaci simili, in grado di distruggere il virus dell’epatite nell’arco di 24 settimane, saranno diffusi in Europa e in Italia con netti tagli dei prezzi per garantirne almeno l’uso ai malati cronici o a quelli più gravi.
Dopo le prime prove, il trattamento sarà esteso anche ai malati di cirrosi epatica, di tumore, in persone in attesa di trapianto e in malati di AIDS.
L’Italia ha sempre garantito cure gratuite per tutti, ma su questo tipo di medicine non si può non chiedere soldi perché anche cercando di venire incontro ai pazienti al massimo delle possibilità, occorre rientrare nelle spese, che sono elevatissime. Il nostro Paese allora sta cercando di portarli avanti col metodo della divisione dei costi, secondo cui lo Stato si fa carico del costo esorbitante del farmaco ma solo per quei pochi casi veramente gravi. Dunque saranno solo 30.000 su 300.000 i fortunati pazienti a sperimentare queste nuove cure, in attesa di avere riscontri sicuri sulla validità del rapporto costo-beneficio. Anche altri Stati europei si stanno adeguando a questo metodo in modo da evitare che gli interessi delle case farmaceutiche mettano in secondo piano le necessità dei malati.

admin

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