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Psicologia: il razzismo esiste (ma solo tra gli adulti)

Dovremmo vergognarci un po’ tutti, leggendo i dati di questa ricerca condotta dal sito skuola.net. Perché i risultati ci rivelano che siamo un Paese di razzisti ma quel che è peggio stiamo impedendo ai nostri figli di superare questa cattiva abitudine, educandoli alle nostre paure, che loro non hanno. I bambini e i ragazzi italiani (minori di anni 18) non vedono nel compagno straniero “un diverso”. Non guardano al colore della pelle o alla religione come un difetto da evitare, riescono ad accettare gli amici neri, rom, cinesi o musulmani senza alcun problema.

E vorrebbero frequentarli, studiarci insieme, giocarci insieme a calcetto o andare ai concerti con loro il sabato sera ma gli viene impedito dai genitori. Genitori da ambo le parti! Secondo l’indagine, infatti, 9 italiani su 10 proibiscono ai figli di frequentare compagni stranieri e la stessa percentuale di stranieri vieta ai figli di mescolarsi con gli italiani. Le paure sono sempre le solite, stupide e inutili. Non mi fido di cosa mangiano, di come parlano, di quello che dicono. “I neri sono tutti delinquenti”, i “marocchini sono tutti terroristi”, “i cinesi rubano il lavoro” da un lato e dall’altro “gli italiani non hanno valori”, “gli italiani sono mafiosi” e via dicendo.
Una situazione molto triste, perché al contrario il 64% degli studenti italiani non ha paura dei compagni di scuola stranieri e il 75% dei ragazzini stranieri è contento dei compagni italiani e non ha nessuna voglia di emarginarsi o di chiudersi nel “ghetto” degli amici della loro stessa cultura. Questo significa che le nuove generazioni sono già anni luce avanti a noi, che ci stanno insegnando una grande lezione: riescono a vedere nell’altro un essere umano, senza distinzioni o pregiudizi. Forse noi adulti dovremmo fare un passo indietro e, per una volta, farci psicanalizzare dai nostri figli adolescenti.

admin

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