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Terapia Intensiva: la somministrazione di vitamina D non aiuta

La Terapia Intensiva per molti di noi è sinonimo di coma, in quanto è in questo reparto che vengono ricoverati d’urgenza i pazienti in imminente pericolo di vita. In realtà si tratta di una serie di metodi curativi (terapie) somministrati a ritmi e livelli continuati (intensivi) per fermare un’emergenza in atto. Tra questi metodi curativi, anche alte dosi di vitamina D considerata fino a poco tempo fa un aiuto importante ai malati in fase critica.

In realtà non sarebbe davvero così. Un test condotto a Graz, in Austria, avrebbe dimostrato che sia con le somministrazioni di vitamina D sia con placebo le condizioni di salute e la durata della degenza in T.I. non variavano di molto. Non veniva ridotto nemmeno il rischio di mortalità. L’osservazione ha coinvolto 492 pazienti ricoverati in T.I. con bassi livelli di vitamina D in corpo. In modo casuale, i medici hanno somministrato ad alcuni la vitamina D e ad altri nulla, ma non si sono avuti i risultati sperati. L’apporto di vitamina D non migliorava nè cambiava la situazione del primo gruppo rispetto a quello trattato con placebo. Dunque questa vitamina, che comunque è molto utile per la salute del corpo, non ha effetti particolarmente efficaci nelle persone che si trovano in deficit fisico quasi globale, come quelli ricoverati in T.I. e dunque non si può puntare su di essa come aggiunta efficace alle terapie che si usano in quelle condizioni.

admin

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