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Attenti agli ansiolitici. Favoriscono le fratture

Esiste una correlazione tra uso di farmaci ansiolitici e rischio di fratture ossee? Secondo una ricerca norvegese sì, e ci sono prove importanti a dimostrarlo. Mettendo a confronto diversi casi di fratture, i medici norvegesi hanno notato che molti pazienti prendevano ansiolitici dello stesso tipo. Da qui la curiosità di vederci chiaro e l’avvio di uno studio a cura dei dottori Marit Stordal Bakken et al.

Il campione analizzato dal 2005 al 2010 comprendeva 900.000 persone di età superiore a 60 anni. Tra essi vi erano stati 40.000 casi di fratture ossee (4,4% del totale) e tra questi casi il 53% faceva uso di farmaci ansiolitici e in particolare di due gruppi specifici: benzodiazepine e z-ipnotici. La maggior parte degli utenti di questi farmaci erano donne e infatti la maggior parte dei pazienti che subivano fratture erano donne. Ma a cosa è dovuto questo legame tra ansiolitici e ossa rotte? Non certamente a effetti collaterali dei farmaci o a qualche loro composizione che si rivela tossica per le ossa, quanto al fatto che chi li assume – e chi ne abusa – tende a perdere molte funzioni di movimento nello spazio.
Insomma, chi fa molto uso di ansiolitici rischia di ferirsi e di cadere più di una persona che non ne prende, o che li prende controllati. Infatti, la maggior parte dei casi di frattura avveniva di notte, fuori di casa, in situazioni in cui di norma si deve stare più attenti ma che, nel caso di questi pazienti, denotavano distrazione e smemoratezza. Occorre saggezza da parte dei cittadini ma anche e soprattutto coscienza da parte di chi prescrive certi farmaci, come medici e farmacisti, e la costanza con cui li prescrive. Sono sempre tanto necessari?

admin

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