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Limitare il sale per salvare il cuore. E non solo.

Il benessere del cuore passa anche per la tavola. Soprattutto per la tavola. E no, dispiace dirlo, non ci sono speranze per chi ama i cibi saporiti: il nemico principale è il sale, senza ombra di dubbio. L’eccesso di uso del sale porta alta pressione e di conseguenza aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di ictus. Se n’è discusso nei giorni scorsi, ma se ne discute da sempre. Occorre porre dei limiti all’uso del sale in tavola.

L’obiettivo se lo pone l’OMS, in collaborazione con tutti i governi mondiali, e lo fa suggerendo delle linee guida da diffondere tra i cittadini. Si tratta di consigli che di fatto non tolgono il gusto delle pietanze, non eliminano il sale, ma lo gestiscono meglio. Per far sì che vengano rispettati, però, dovranno collaborare anche i produttori e i gestori dei locali che commerciano col cibo. In particolare quelli che si rivolgono ai minori. La prevenzione occorre iniziarla fin da piccoli, quando ancora si è sani, per evitare sgradite sorprese in età più tarda.

Ecco dunque come muoversi: per prima cosa, leggere il contenuto di sale nelle etichette dei cibi; togliere dalla vista dei commensali le saliere, che ispirano ad aumentare la quantità del sale; diminuire gradualmente la quantità di sale in cucina (da 1 cucchiaio a 1 cucchiaino); educare i bambini fin da piccoli abituandoli a cibi poco salati; preferire il sale iodato ad altri tipi di sale, perchè fa meno male. In Italia siamo fortunati perchè la nostra dieta tradizionale (che comprende salumi, formaggi, olive) possiede già una buona quantità di sale naturale e non occorre abbondare nemmeno in tavola. A volte lo facciamo solo per gola, ed è questo che ci rovina la salute.

admin

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