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AIDS: passò da animali a uomo in Congo negli anni Venti

Da dove è venuto il virus HIV che per anni ha terrorizzato il mondo? Erano gli anni Ottanta quando per la prima volta si sentì nominare l’AIDS, che allora si credeva si trasmettesse con un bacio. Il primo malato illustre fu l’attore americano Rock Hudson, grande latin lover, e la sua morte fece tremare molte attrici che lo avevano baciato sul set. Da allora si è passati dal terrore di massa (“la peste del secolo”) a una sorta di emarginazione (“la malattia degli omosessuali”), fino al sospiro di sollievo dato che oggi l’AIDS non uccide più come un tempo.

Ma la curiosità rimane. E si accentua quando veniamo a sapere che la manifestazione degli anni Ottanta fu molto tardiva, dato che il virus HIV si diffuse per la prima volta in Congo nella prima metà del XX secolo. Erano gli anni Venti quando la malattia, prima diffusa solo tra le scimmie, ha compiuto il “salto” passando all’uomo. Lo rivelano alcuni ricercatori di Oxford in collaborazione con l’Università di Lovanio in Belgio. L’AIDS come lo conosciamo nacque a Kinshasa, in Congo, tra il 1920 e il 1925. Lo si è scoperto analizzando il genoma e le mutazioni nel corso degli anni dello stesso virus che ha condotto i ricercatori alla propria origine.

Ma come si svolse questo “salto” da animale a uomo? Forse per colpa dei cacciatori indigeni, che toccavano le prede malate e ne mangiavano la carne. Forse con la vita sregolata che facevano gli operai delle ferrovie del Congo che si spostavano per il Paese e andavano a letto con le prostitute di ogni villaggio. Forse furono proprio mezzi veloci come il treno, o come la diffusione di auto e aerei in Africa, a permettere al virus di contagiare sempre più uomini e di passare in Europa, in America e nel mondo nel corso dei successivi cinquant’anni fino alla manifestazione pubblica e ai milioni di contagi che hanno segnato la storia umana in meno di un secolo. Oggi l’AIDS è una malattia “gestibile”, che uccide ancora ma non sempre e non obbligatoriamente.

admin

0 Commenti

  1. Sarebbe meglio far isolare e purificare l’HIV dal proprio sangue, per essere sicuri della presenza del relativo virus.

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