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Ictus: terapia mirata per puntare alla guarigione

Curare l’ictus con metodi personalizzati. Ecco il futuro della medicina neurologica, un passo importante perchè sempre di più si capisce come le cure personalizzate e mirate ottengano risultati più efficaci e duraturi. Il cervello umano, poi, funziona in modo particolare: trasforma segnali elettrici in chimici, e quelli chimici in elettrici. Una interruzione a questo processo significa smettere di pensare, di ricordare, di parlare, di muoversi … .

Il futuro personalizzato di cui parlavamo si potrebbe affidare a una tecnica elettromagnetica in grado di potenziare l’attività di trasformazione dove è debole o quasi del tutto assente. Tecniche di diverso tipo rientrano nell’elettromagnetica, e tutte danno qualche risultato, ma non abbastanza come si vorrebbe. Questo perchè finora si sono usate un po’ “alla cieca”, mai in modo mirato. Usando ciascuna tecnica in modo diverso in base al trauma e all’ictus le cose cambiano. Si potrebbe lavorare per inibire la parte sana del cervello in modo che non “sorpassi” quella lesa dall’emorragia. Si potrebbe invece potenziare apposta la parte sana del cervello per sopperire a quella malata.

L’approccio preferito è sicuramente quello di inibire la parte sana per dare il tempo a quella malata di riprendere il ritmo perduto. Ma si è anche visto che questo metodo non va bene per tutti, perchè ogni cervello è diverso e determina la vita di individui diversi. E’ importante quindi capire il tipo di trauma, il danno, le caratteristiche genetiche della persona, le sue reazioni e in base a queste decidere se usare l’inibizione o il potenziamento del cervello sano. Se i danni da ictus sono molto estesi funzionerà meglio sovraeccitare la parte sana, mentre se il trauma è circoscritto funzionerà meglio l’altro metodo. E’ una questione di osservare e mirare, per ottenere il massimo con pochissimo sforzo e con meno danni per il paziente.

admin

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