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Italiani "malati di lavoro" e le aziende perdono colpi

I nuovi assenteisti italiani sono tutti malati. Con questa dichiarazione si tenta di spiegare la misteriosa epidemia che colpisce i lavoratori del nostro Paese quasi sempre sotto le feste o subito dopo il fine settimana. Il record di questa “malattia post weekend” lo detengono i calabresi, seguiti da siciliani, campani e pugliesi. Non si “ammalano” quasi mai, invece, i trentini, i veneti, gli emiliani. Nel centro la percentuale è molto più equilibrata.

Il dubbio, che ormai è quasi certezza, è che ci si approfitti della nuova usanza del fine settimana lungo per allungarlo ancora di più, solo che lo si fa in modo poco pulito, con la complicità di medici che firmano certificati fasulli in modo da far sì che l’amico impiegato rimanga a far le vacanze fino al martedì. Malato sì, però pure abbronzato! Ironie a parte, questo modo di fare sta danneggiando pesantemente le aziende e gli uffici pubblici, ma anche quegli impiegati onesti ai quali capita veramente di ammalarsi a ridosso del weekend e che devono sentirsi additati come “furbetti” quando non lo sono.

Tra le persone oneste che si ammalano davvero, e non per guadagnare qualche giorno di ferie in più, ci sono gli anziani (tra i 50 e i 60 anni in media si assentano 22 giorni, mentre dopo i 60 anni la media sale a 27 giorni) e le donne in attesa, oltre a quelle persone che hanno la sfortuna di ammalarsi di tumore e devono sottoporsi a cure e controlli periodici. I sindacati si oppongono a questo quadro, parlando di strumentalizzazione e di “italiani onesti”, che sicuramente ci sono. Altri parlano invece della crisi che costringe molte persone a un doppio lavoro, spesso tenuto segreto e “giustificato” come assenza per malattia. Una cosa è certa. Questa “epidemia del weekend” sta facendo perdere punti e progressi alle aziende.

admin

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