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La vita dopo la morte? I ricercatori americani sono sicuri che c'è

Qualcuno “vede la luce in fondo al tunnel”, qualcun altro vede il disegno in cima alla cuffietta del medico che lo sta operando, alcuni parlano di parenti defunti che li guidano per mano, altri solo di sensazioni di pace. Tutti giurano che sono stati “nell’aldilà” e che la vita, dopo la morte, esiste. La scienza sta tentando di capire da anni se ciò sia vero. Lo fa con discrezione e con una base di scetticismo inevitabile.

Molti medici esperti spiegano tali sensazioni con ragioni fisiche: in punto di morte i neuroni creano effetti luminosi che il bulbo oculare può percepire, il parente defunto è un sogno favorito dai farmaci sedativi e così via. Ma altre volte si resta senza risposta. L’ultimo studio su questo argomento viene dalla State University of New York di Stony Brook e dal progetto che essa ha lanciato in collaborazione con 15 ospedali, per la durata di 4 anni. Si chiama AWARE, “consapevole”, ( deriva da AWAreness during REsuscitation, “consapevolezza durante la rianimazione”) e i risultati che sta dando sono sorprendenti. Non si tratta delle solite visioni raccontate da chi ha vissuto l’esperienza di “pre morte” ma di altri e più complessi eventi che davvero non hanno spiegazione fisica o logica. Sono racconti talmente veri, verificabili e in alcune occasioni verificati al cento per cento, che si comincia a sospettare davvero che vi sia un’esistenza -in altra dimensione- dopo la morte.
Gli studiosi americani arrivano a ipotizzare che tutti -anche chi non ricorda nulla- hanno vissuto esperienze simili solo che la memoria non riesce a richiamarle a causa dei danni cerebrali permanenti riportati. Oppure a causa della magnificenza di tali visioni che sono psicologicamente “troppo forti” per ricordarle in vita. Su 330 soggetti analizzati, sopravvissuti agli eventi cardiaci, 140 hanno raccontanto esperienze davvero impressionanti di “vita oltre la vita”. Il 40% delle persone il cui cuore è rimasto fermo (clinicamente morte) per alcuni minuti, raccontavano tutte quante di una loro coscienza dell’evento. Nonostante la coscienza, in quel momento, fosse fisicamente spenta.

admin

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