Home » Benessere » "Viva" gli italiani che sanno fare le manovre di rianimazione

"Viva" gli italiani che sanno fare le manovre di rianimazione

Di arresto cardiaco muoiono, ogni giorno in Europa, più di 1.000 persone ma se si fanno i conti in dettaglio ne muoiono più in Italia che in Danimarca o in Germania. Come mai? Perchè nei Paesi del nord, la rianimazione si insegna a scuola, è una materia di esame, e dunque la popolazione sa cosa fare e come farlo fin dall’età di 15 anni. Buona parte dei decessi dovuti ad arresto cardiaco avviene per mancanza di soccorritori capaci nei paraggi. Se si viene colti da arresto cardiaco in strada, a Milano, si hanno più probabilità di morire che non se avviene a Berlino.

Ecco perchè il nostro Paese va ancora educato. Esistono molti corsi di formazione per soccorritori, anche rivolti ai giovani grazie ai “crediti scolastici”, ma troppo spesso i ragazzi partecipano svogliatamente solo per aggiudicarsi il credito, senza capire che hanno in mano la possibilità di salvare vite umane. La campagna promossa da Italian Resuscitation Council (IRC) e IRC-Comunità (IRC-Com), si svolgerà dal 13 al 19 ottobre proprio con lo scopo di informare ed educare tutti alle manovre di rianimazione cardio-polmonare. Si chiamerà VIVA, parola che può essere intesa come “essere viva” oppure come un ordine: “che si viva!” . In ogni caso indica il bisogno di intervenire per strappare alla morte chiunque si trovi in un’emergenza cardiaca di fronte a noi.

La prima cosa da fare, e più semplice di tutte, è leggere i tanti cartelli che spiegano come effettuare le manovre di pronto soccorso e che sono appesi in tutti gli uffici pubblici. Invece di protestare o giocare con lo smartphone, quando siamo in attesa di un impiegato, leggiamo quelle istruzioni. E memorizziamo otto semplici regole che consigliano gli esperti per tutti: primo, verificare se una persona è priva di sensi, chiamandola e scuotendola leggermente (mai schiaffeggianola); se non risponde chiamate aiuto e nel frattempo controllate se respira; se siete in grado di fare le manovre cominciate a comprimere il cuore, ponendovi a braccia tese -mani sulla parte finale dello sterno- e comprimendo il cuore 2 volte al secondo (100-120 al minuto), magari alternando con la respirazione bocca a bocca (tappate il naso con una mano e fate aderire bene le labbra alle labbra della persona); se non vi sentite in grado, chiamate il 118 e specificate che serve un defibrillatore. Defibrillatore che, tra l’altro, dovrebbe essere in dotazione a tutti gli uffici pubblici. E poi se potete iscrivetevi ai corsi per soccorritori e fateli seriamente.

admin

x

Guarda anche

Vino, a rischio la vita con 5-6 bicchieri a settimana

Bere più di 5-6 bicchieri di vino a settimana mette a rischio la salute.  L’allarme ...

Condividi con un amico