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Staminali anche per curare la retina

Nessun limite, ormai, per le cellule staminali. Manipolarle e riprogrammarle è ormai una pratica d’abitudine per i ricercatori e sempre nuove soluzioni si profilano agli occhi dei medici. Come quella che deriverebbe da una nuova ricerca -apparsa su Lancet- portata avanti presso lo Advanced Cell Technology (USA) che ha usato cellule staminali embrionali umane per curare problemi alla vista. E’ la retina il centro dell’attenzione di tutti, e su essa pare agiscano molto bene le nuove cellule create in laboratorio.

Il primo test ha coinvolto 18 pazienti (sia giovani con malattie come la distrofia retinica, sia anziani con le tipiche degenerazioni dell’età), di cui almeno 9 avevano avuto notevoli miglioramenti dopo l’intervento. Con l’applicazione delle staminali, sia all’occhio già trattato che a quello non trattato, si vedeva che non si presentavano problemi o rigetti anche fino a 36 mesi dall’impianto e che la vista ne aveva notevoli benefici. C’è da dire che le staminali, a volte, possono avere una degenerazione che provoca forme di tumore o di rigetto, ma in questo caso non si è verificato nulla.

Come si è giunti a questo risultato? Le cellule sono state prelevate da embrioni umani, tramutate e riprogrammate in cellule retiniche e reimmesse, in dosi diverse, negli occhi dei pazienti. Il processo di adattamento è stato osservato con attenzione nel corso dei tre anni successivi e finora si può dire che le staminali sono state molto efficaci. Come perfezionare questa via? Con ulteriori studi che ci portino a valutare la sicurezza nel periodo più lungo, o ad esaminare altre funzioni di queste cellule nell’oculistica. Prima di dare il via a sperimentazioni e usi di massa occorre essere assolutamente sicuri del risultato. Il dibattito scientifico è ancora aperto e non tutti accettano l’uso delle staminali per certi campi della medicina.

admin

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