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Medico aggredito a Lecce per una TAC negata

I medici italiani sono tra i più stressati d’Europa e questa continua pressione li fa lavorare male. Lo stress è dato dai turni massacranti, dai problemi burocratici e dai pazienti che tendono a dar loro la colpa anche per un taglio sul dito. A Lecce, ospedale Vito Fazzi, un medico di turno, il dottor Fernando Lupo è stato aggredito da un paziente senza alcun motivo. L’uomo ha poi fatto perdere le proprie tracce e di lui si sa soltanto che dovrebbe avere un’età tra i 20 e i 30 anni.

L’uomo si era presentato dal medico con la richiesta di una TAC che non era stato possibile eseguire immediatamente, da cui la discussione, le pretese dell’aggressore e infine l’aggressione vera e propria, col dottor Lupo che ha riportato ematomi al viso e ferite al labbro per i pugni presi e 20 giorni di prognosi che rendono l’atto del paziente un crimine vero e proprio con lesioni personali gravi. L’attacco avvenuto al Fazi non sarebbe il primo e i medici sono stanchi di lavorare in questa situazione di intimidazione continua.

Se da un lato è vero che esiste la malasanità e che gli errori succedono, dall’altro è anche vero che spesso la gente diventa aggressiva per banalità, per fatti che se avvenissero fuori dall’ospedale non sarebbero quasi nemmeno considerati. Invece, tra le mura dei nosocomi, diventano sempre “colpa del medico” e le reazioni sempre più incontrollate. Ora seguiranno proteste e azioni probabilmente significative da parte del personale dell’ospedale che intende mettere fine a questo gioco al massacro. Intanto l’uomo è stato denunciato per lesioni ed è tutt’ora ricercato dalle forze dell’ordine.

admin

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