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Bimba palestinese curata in Italia grazie agli israeliani

Ulteriore conferma che la guerra la vogliono solo i politici e la organizzano le potenze economiche per le loro basse necessità. La gente comune, la gente umile col cuore grande, non sarà mai nemica l’una dell’altra e questa storia commovente ne è la prova. La bambina si chiama Intisar (in arabo “vittoriosa”) ed è di nazionalità palestinese, araba musulmana, una “nemica” insomma. Ma ha solo 9 anni e fin da quando ne aveva 5 soffre di una grave malattia al fegato, epatoblastoma.

Dopo le prime cure chemioterapiche al Policlinico Umberto I, aveva ricevuto un trapianto di fegato ma qualche tempo dopo il tumore si ripresenta anche sul fegato nuovo e così la bambina deve subire un nuovo intervento e nuove pesanti cure. Cure che devono essere completate di anno in anno, se non che i soldi man mano erano terminati e la famiglia di Intisar non aveva più mezzi per tornare a Roma. Ed è qui che è scattata la meravigliosa gara di solidarietà, portata avanti senza distinzione da operatori e famiglie palestinesi e israeliane. Al viaggio e al mantenimento della bimba durante i controlli hanno partecipato volentieri anche il Consolato Italiano e le autorità dello Stato di Israele, che sono state ringraziate dalla famiglia della piccola e dalla direzione del Policlinico Umberto I, insieme al reparto Oncologia Pediatrica. La cooperazione tra persone, al di là della nazionalità e della religione, al di là delle lotte per il territorio, hanno salvato la vita a un piccolo essere umano. Se ci si ricordasse più spesso di storie come questa, il mondo forse prenderebbe un’altra direzione.

admin

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