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Cuore: ecco come si opera nel XXI secolo

Un tempo, che oggi sembra lontanissimo (ma non lo è), era l’operazione più difficile in assoluto. Il rischio di morte era elevatissimo, era come una condanna a cui ricorrere quando proprio non c’era altra via di uscita. Man mano, però, i progressi della scienza hanno portato le operazioni cardiache a raffinarsi sempre più e la precisione le ha tramutate in azioni di salvezza della vita, non di condanna. Oggi, nel XXI secolo, operare al cuore è tutta un’altra storia.

Dalla “rivoluzione degli stent”, ovvero di quei dispositivi che si immettono nei vasi sanguigni per allargarli ed evitarne l’otturazione, che oggi si fabbricano in materiale biosolvibile che dunque non danneggia il corpo, non causa allergie e viene riassorbito, nel tempo, senza effetti collaterali … fino alla rinuncia al bisturi. Il problema delle operazioni al cuore, infatti, non era solo la pericolosità dell’intervento ma anche i tagli profondi sul corpo del paziente che faticavano a guarire e lasciavano cicatrici. Oggi si usa sempre più la microchirurgia, si opera direttamente dall’interno del corpo, dove possibile, passando dai vasi con delle minuscole attrezzature teleguidate. In più, la precisione della diagnostica permette al medico di valutare il problema cardiaco prima di aprire lo sterno… e non tutti necessitano di intervento.

Altro problema da aggirare, l’uso dei farmaci anestetici. Anche quelli possono far danno, in operazioni lunghe e complesse come quelle al cuore, ma oggi si tende a usarne sempre meno. In alcuni casi si riduce la dose dei farmaci, in altri si tentano vie alternative. Alle “Molinette” di Torino si sta sperimentando l’ipnosi anche per gli interventi al cuore e si è visto che, laddove funziona, il paziente può rimanere sedato usando meno della metà dei farmaci, con grande sollievo del suo organismo. Organismo che ormai viene tenuto sotto controllo anche a distanza, con microchip inseriti in corpo o collegati a cerotti e invisibili dispositivi che però monitorano il paziente in continuazione. Il medico così sa sempre cosa sta succedendo e dove. Una sicurezza importantissima per chi ha un cuore che “fa scherzi”.

admin

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