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Addio Brittany. La speranza non ha vinto

Ne avevamo parlato pochissimi giorni fa e avevamo sperato davvero che potesse farcela, che potesse convincersi di vivere ancora un po’… giusto il tempo di permettere alla scienza di fare qualche altro passo avanti contro la sua malattia. Ma un tumore al cervello è una sfida immensa anche per la scienza, figurarsi per una ragazza di nemmeno 30 anni che lo combatte da tempo.

Brittany Maynard, la ragazza che aveva commosso il mondo con la sua decisione di ricorrere all’eutanasia, descrivendo la propria malattia e dichiarando anche la data per la propria morte (1 novembre) sembrava averci ripensato. A fine ottobre aveva scritto “non è ancora arrivato il momento, ci sono tante altre cose per cui gioire”. E in tanti avevamo tifato per lei, per questa sua voglia di gioire. Ma il tumore al cervello comprende anche questi improvvisi cambi di umore, queste disconnessioni con se stessi. E così, trascorso appena un giorno da quel fatidico 1 novembre, Brittany si è suicidata ugualmente.

Non è durata a lungo la speranza, non ha retto quella “voglia di gioire” contro una malattia che stravolge umore, sensi, desideri e che rende una persona completamente soggetta alle trasformazioni malate dei propri neuroni. Chissà se è stata la malattia a spingere Brittany a questo gesto improvviso, o se con consapevolezza è stata l’ennesima perdita di speranza ad avere la meglio. Di lei ci rimarrà un bel sorriso in fotografia, la grinta e l’impegno per i diritti di chi vuole porre fine alla propria vita secondo le proprie scelte e quella “voglia di gioire”… purtroppo non così piena e vera come si credeva.

admin

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