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Medicina: le matricole "legali" odiate da tutti

Tra di loro si chiamano “le matricole legali”, sono quegli studenti che non sono stati ammessi a Medicina con i test in vigore fino allo scorso anno e che hanno fatto ricorso al TAR ottenendo l’ammissione in tempi successivi, appunto per vie legali. Spesso sono ragazzi in gamba, che hanno fatto più di un test e più di una gavetta. Tanti vengono dal sud, alcuni avevano cominciato a studiare in Albania e Romania pur di garantirsi un percorso scolastico normale da completare col trasferimento in Italia.

L’abolizione dei test decisa da quest’anno in poi ha alimentato i ricorsi al TAR che, vuoi per motivi tecnici come le irregolarità o per motivi etici, spesso ha accolto anche centinaia di ricorsi in una volta mettendo in difficoltà più di un ateneo. E le lamentele dei professori e dei rettori vengono riprese dagli studenti, cosiddetti “regolari”, che hanno passato il test senza problemi e che ora si trovano fianco a fianco con questi colleghi che loro considerano “furbetti”.
Alcuni sono perfino ricorsi alle minacce, al bullismo, all’insulto sul web, un clima cattivo che sta costringendo questi ragazzi -entrati comunque in modo legale- a nascondersi e a vivere la loro vita universitaria come dei clandestini. Nonostante quello che lamentano i professori, i ragazzi giurano che i posti non mancano. Le aule sono piene ma non in eccesso e in ogni caso, una facoltà come Medicina seleziona sempre da sé i propri studenti. Anche se al primo anno sono migliaia solo in pochi arriveranno alla laurea. Non si scherza, a Medicina, dunque non dovrebbe esserci tutta questa preoccupazione per le “matricole legali” perchè se sono brave o meno lo stabilirà il tempo e il carico di lavoro. La competizione è comunque su basi eque.

admin

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