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Omosessualità: per qualcuno è una malattia

In questi giorni si sta parlando dell’insegnante di religione che, all’isitututo Pininfarina di Moncalieri, alla domanda provocatoria ( e anche un po’ volgare ) su “cosa pensasse dei finocchi” ha risposto che “i finocchi sono solo verdura e che gli omosessuali non sono normali. In natura l’omosessualità non esiste. Pungolata ancora dagli alunni, l’insegnante ha ribadito che l’omosessualità è una malattia dalla quale si può guarire. Parole che hanno scatenato l’inferno e che hanno messo in imbarazzo la scuola che potrebbe anche decidere di sospenderla.

Eppure l’insegnante in questione non è la sola a pensare che l’omosessualità sia una malattia. Molti siti web riportano testimonianze di persone che sarebbero “guarite” dell’omosessualità e oggi la definiscono come un disturbo passeggero, forse legato agli sbalzi ormonali dell’adolescenza. La canzone di Povia ha fatto il resto! In effetti, se si pensa che l’omosessualità (l’attrazione verso il proprio sesso) non porta naturalmente alla procreazione, sembrerebbe davvero una malattia, qualcosa contro natura che dunque va corretta e eliminata. Ma basta guardare le definizioni che danno dizionari e centri di ricerca per capire che la cosa è molto più complessa di così.

Su “Wikipedia” si legge: “Per omosessualità si intende il comportamento o l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso, a livello situazionale o in un’indole duratura. Nella definizione di orientamento sessuale, l’omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana, e si riferisce all’identità di un individuo sulla base di tali attrazioni” . La parola malattia non viene mai usata, ma si usa anzi “identità”. Su altri siti di parla di “inclinazione”, “tendenza”, ma difficilmente si trovano termini legati alla patologia e alla medicina. Inoltre, contrariamente a quanto crede l’insegnante di Moncalieri, l’omosessualità non è assente dalla natura. Essa si ritrova in molte specie animali e nei tempi passati, Greci e Romani la esaltavano come un’esperienza importante per la vita sessuale di una persona. Oggi l’omosessualità viene riconosciuta come “malattia” solo in alcuni stati ultraconservatori dove viene anche contrastata e condannata (spesso a morte!). Ma sempre più la scienza sta dimostrando che essa è un fattore legato alla nascita di una persona, dunque non indotto da comportamenti sbagliati o anomali.

admin

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