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Influenza, siamo quasi al picco massimo

Come promesso, a febbraio arriveremo al picco massimo di influenza. Ci siamo quasi, con oltre 2 milioni di casi attualmente in corso, di cui molti abbastanza gravi. E tuttavia il numero di decessi, rispetto a quanto preventivato dagli allarmi di inizio gennaio, si mantiene basso. Certo, più elevato di quello di un’influenza normale, ma non a livelli di panico. I decessi riguardano solitamente persone deboli, già malate, anche se qualche volta ci sono stati casi di giovani senza alcuna patologia.

I Pronto Soccorso devono gestire una situazione preoccupante, perchè i casi gravi sono tanti, sebbene non si possa parlare di pericolo di vita, e devono essere gestiti insieme ai casi semplici ma mossi dal panico che affollano le corsie. I consigli sono sempre quelli: fidatevi del medico curante, restate in casa e prendete i medicinali che vi vengono prescritti. Andate in ospedale solo in presenza di sintomi anomali, di sintomi mai visti prima o di febbre che supera i 40°. Nelle ultime due settimane, l’aumento dei casi influenzali ha riguardato i bambini, e anche questo era stato previsto. I più colpiti quelli da 0 a 4 anni (quasi il 30% degli assistiti), seguiti dagli anziani.

I casi preoccupanti riguardano eventi come la polmonite (25%) e problemi di insufficienza respiratoria (10%) che a volte richiedono l’intubazione e il ricovero in terapia intensiva. I colpevoli di questi aggravamenti sono i virus A-H1N1 e il virus americano H3N2. Sono presenti anche alcuni ceppi di sottogruppo B, che contribuiscono spesso a indebolire l’organismo tanto da renderlo vulnerabile ad altri attacchi. Ecco perchè è importantissimo, una volta colpiti da febbre, rimanere in casa fino al via libera del medico, praticare al meglio l’igiene personale per evitare di infettare altri familiari e possibilmente evitare di curarsi facendo di testa propria.

admin

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