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Mutilazioni genitali femminili. Tolleranza zero

Il problema delle mutilazioni genitali femminili si pone sempre più in Europa e anche nel nostro Paese. Se quelle maschili (come la circoncisione) non ci fanno impressione perchè hanno comunque uno scopo “igienico” riconosciuto anche dalla medicina, quelle femminili sono un discorso a parte. Primo perché vengono fatte per impedire rapporti sessuali e secondo perchè spesso sono fatte male e causano infezioni.

Tra le più conosciute, l’infibulazione, cioè la pratica di cucire gli organi genitali delle bambine lasciando solo un piccolo foro per i bisogni, in modo da preservare la loro verginità fino alle nozze … momento in cui verranno “scucite”. Una pratica vietata in Europa, ma che molte madri africane continuano a fare sulle figlie, spesso in casa, di nascosto, con strumenti di fortuna. E le infezioni, anche mortali, non si contano.
Adesso, però, per salvaguardare le ragazze e le donne a rischio nell’Unione Europea, lo EIGE (Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere) ha deciso di lanciare la campagna “tolleranza zero” contro le mutilazioni femminili. Una campagna “violenta” che userà come unica arma l’informazione. Bisogna raggiungere le donne immigrate, spiegare loro che esistono molti altri mezzi per preservare la purezza delle loro figlie e che, in ogni caso, qualsiasi operazione va fatta in condizioni igieniche ottimali e con la supervisione di un medico esperto. La legge proibisce che si pratichino queste mutilazioni, ma spesso le donne non capiscono perché. Solo prendendo coscienza dei rischi e dell’inutilità della cosa, potranno liberarsi di questa piaga.

admin

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