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Arti bionici mossi col pensiero: in Austria è realtà

La scienza bionica oggi non è più materia di film ma di realtà mediche sempre più interessanti. Abbiamo appena saputo la notizia dell’uomo che può tornare a vedere dall’occhio lesionato grazie a una “cornea bionica” e oggi, dall’Università di Vienna, giunge il successo del primo impianto di “mani bioniche” a quanto pare perfettamente funzionanti.

Tre uomini, di età diversa e reduci da incidenti diversi, avevano subito lesioni al plesso brachiale, ovvero all’insieme di nervi che comunica col cervello per permettere il movimento di braccia e mani. Tutti e tre si sono sottoposti alla ricostruzione con sistema bionico delle nervature ma l’originalità che altri interventi, prima di questo, non hanno mai avuto è che questo impianto si comanda col pensiero, proprio come se fossero nervi veri. Le protesi robotiche, in pratica, sono munite di sensori che captano i segnali elettrici trasmessi verso i nervi. Sebbene questi ultimi siano lesionati, l’impulso passa al sensore e questo fa muovere la protesi.

La nuova mano, certamente artificiale, non viene più collegata al moncone e mossa meccanicamente dallo spostamento di quest’ultimo, viene collegata internamente direttamente con ossa, vasi e nervi veri e grazie ai sensori riesce a funzionare come una mano vera. In pochi mesi, giusto il tempo di una rapida riabilitazione fisica e mentale, la persona ritrova i movimenti e la vita di tutti i giorni senza problemi collaterali, senza traumi, senza difficoltà alcuna. Oggi i pazienti riescono di nuovo a fare cose semplici (abbottonarsi la camicia, versare l’acqua, radersi) che avevano perfino dimenticato e che non credevano di poter tornare a fare.

admin

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