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La barba, veicolo di malattie

Greci e Romani non amavano portarla, anche per ragioni igieniche ma soprattutto estetiche. Gli europei in generale, rispetto agli asiatici, non la amano ma ultimamente sta tornando di gran moda. E’ la barba, che oggi tanti uomini occidentali sfoggiano come simbolo di virilità ma anche di mistero. Li invecchia parecchio, è vero, ma dona anche un’aria austera, rispettabile. Complice anche il bombardamento di immagini dal Medio Oriente, la barba è oggi tema di discussione e non solo in campo di stile e moda.

Secondo Carol Walker, esperta del Birmingham Trichology Centre (Gran Bretagna), la barba funziona come una sorta di “spugna batterica”, ovvero trattiene i germi, la polvere, le briciole, qualsiasi elemento invisibile all’occhio umano e lo “trasporta” su altre superfici… sulla guancia di moglie e figli, su quella degli amici, sul cuscino, sull’asciugamano! Inoltre, dato che copre la bocca e si trova sotto il naso, accoglie anche i batteri e i virus lasciati dalle malattie o dal semplice raffreddore.

Nel 1960, l’esercito americano aveva già ipotizzato questo problema negli uomini che portano la barba. Durante un esperimento, ad alcuni soldati con barba lunga era stata spruzzata una sostanza ricca di batteri innocui. Diverso tempo dopo, analizzando la barba (anche dopo lavaggi e docce) si è visto che quei batteri erano ancora lì, ben “appigliati” al pelo. E’ stato possibile eliminarli solo tagliando via la barba dal viso. A meno di una cura maniacale con trattamenti, lavaggi, sfoltiture e lozioni, gli uomini non dovrebbero portare la barba perchè rischiano di diventare veicolo infettivo per se stessi e per molti altri. Meno che mai dovrebbero portarla medici e infermieri, dato che è provato che nemmeno la mascherina igienica riesce a trattenere del tutto la barba e i suoi micro organismi!

admin

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