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L'arte ci salva dalla demenza senile

Per non atrofizzarsi, per non perdersi nelle maglie della malattia neurodegenerativa, il cervello deve rimanere attivo. E’ provato ormai più volte che le persone che fanno attività che includono memoria, ragionamento e pensiero invecchiano dopo, mentalmente parlando, o non invecchiano affatto. Ora lo dichiara anche la scienza, una ricerca della Mayo Clinic (USA) relativa al beneficio dell’arte contro la demenza senile.

Un esperimento ha coinvolto 256 persone con età superiore a 85 anni e le ha seguite per un tempo di 4 anni mentre gestivano la loro pensione come meglio credevano. Alcuni di loro svolgevano attività artistiche (pittura, artigianato, scultura, fotografia), altri attività sociali, alcuni attività sul web, altri teatro e così via. Alla fine, i risultati hanno dimostrato che gli “artisti” sviluppavano molto meno -o affatto- le tipiche malattie senili legate al deterioramento del cervello.
Letteralmente, chi faceva arte aveva il 73% di possibilità in meno di sviluppare demenza rispetto a tutti gli altri. Se ci si domanda come mai, la risposta è semplice. L’arte (così come il ragionamento su enigmistica e numeri) prevede una spiccata attenzione, capacità di memorizzare, capacità di gestire colori, disegno, strumenti di lavoro eccetera. Tutti elementi che mantengono il cervello vivo e attento allontanando così l’invecchiamento e la morte delle cellule cerebrali e con esso le malattie come Alzheimer, demenza, depressione e simili. Stimolare gli anziani all’arte, dunque, è un passo importante per preservare la loro lucidità e regalare loro una vita decente per gli anni che gli restano.

admin

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