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Trapianti: Italia terza, ma ancora con problemi

Morire in attesa di trapianto. Succede al 20% dei pazienti in lista ed è quantomeno assurdo, considerato che oggi esistono tecniche che consentono la sopravvivenza in attesa dell’operazione. Oggi, prima di arrivare al trapianto di organo, abbiamo i trapianti cellulari, gli impianti di tessuti, i trapianti da donatori vivi … eppure i dati ancora suonano scoraggianti.

E’ vero che non tutti possono “aspettare”, che in caso di cuore o fegato o polmoni compromessi non si può attendere a lungo e la maggior parte dei decessi avviene proprio tra questi pazienti. L’Italia si è affacciata tardi al mondo dei trapianti. Fino agli anni Novanta era rarissimo e difficile trovare donatori, ma ormai -sradicate alcune credenze piene di superstizioni e paure- i parenti delle persone decedute permettono in più casi l’espianto di organi e salvano più di una vita umana.
In occasione della Giornata per la Donazione, sono stati resi noti i dati dello scorso anno: nel 2014, ci informa il Centro Nazionale Trapianti, nonostante la buona volontà le donazioni non riescono a soddisfare la richiesta di tutti i pazienti. Al momento sono 8758 le persone in attesa di trapianto, di cui oltre 6.000 in attesa di un rene nuovo, 1042 in attesa di un fegato e solo 719 in attesa di un cuore. Il Ministero della Salute, però, ci ricorda che la tendenza è in aumento, che in vent’anni gli interventi di donazione sono triplicati e che siamo appena al terzo posto in Europa, per i trapianti, dopo Spagna e Francia.

admin

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