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Casi di morte sospetta al Policlinico di Palermo

Nessun allarmismo e nessun giudizio finché le indagini, interne ed esterne, non avranno chiarito le motivazioni di due strani casi di decesso avvenuti a breve distanza di tempo a Palermo, al policlinico Giaccone. Un uomo e una donna, nel giro di una settimana e per motivi diversi, sono morti tra le corsie di questo ospedale che è tra i più noti ed efficienti del capoluogo siciliano, anche per questo c’è da vederci chiaro.

In maggio, una donna di 43 appena operata per la frattura di una tibia, entra misteriosamente in coma e muore. Si parla di setticemia e si indaga, in questo caso, sulle norme di igiene usate dal team operatorio che l’ha avuta in cura presso il reparto Ortopedia. Ma nemmeno il tempo di abituarsi a questo dramma che sopravviene quello di un uomo deceduto dopo un’operazione di tracheotomia. C’è da dire, per correttezza, che la tracheotomia è un intervento di urgenza che si pratica quando la persona non riesce più a respirare, dunque è un intervento che salva la vita, non la toglie.

La procura indaga anche per questo, perché le cause potrebbero essere diverse: per esempio, l’uomo era obeso, soffriva di cuore da diverso tempo, aveva delle complicazioni che -appunto- lo avevano portato ad avere crisi respiratorie. Potrebbe essere morto per la stessa crisi prima che la tracheotomia facesse effetto. Mentre sono sotto inchiesta l’otorino e un chirurgo che si sono occupati dell’operazione, sarà un team di medici di Messina a verificare che tutto si sia svolto secondo i giusti canoni e dunque seguendo le manovre corrette del caso. Se ciò fosse verificato, almeno questo caso, rientrerebbe e non si dovrebbe parlare di malasanità.

admin

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