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La Mers dilaga in Corea, ma non è emergenza globale

Si diffonde l’epidemia di MERS in Corea. Attualmente sono certamente infettate 162 persone ma altre 10.000 sono tenute sotto osservazione un po’ ovunque sul territorio. La MERS, variazione araba della SARS, è una febbre che attacca i polmoni e che li danneggia al punto da portare in certi casi alla morte. Non è la prima volta che si manifesta, ma forse è la prima volta che le cifre mettono paura. E tuttavia le maggiori autorità sanitarie mondiali rassicurano: non è la stessa emergenza di Ebola.

Ebola, però, ha insegnato a non dare per scontato nulla. Che un virus circoscritto in Africa o Asia oggi, un domani potrebbe colpire ovunque. Niente superficialità dunque, attenzione ai massimi livelli, ma ci sta che non si faccia allarmismo facile. Ebola aveva un tipo di diffusione e di manifestazione diverso dalla MERS, questa, se presa per tempo, si può ancora curare. Finora, rispetto ai sospetti contagi, i decessi in Corea sono minimi (20 persone) e inoltre “Le misure di salute pubblica prese dalle autorità in Sud Corea sembrano sufficienti a contenere il virus”.

Senza dubbio la OMS riconosce che si tratta del più vasto focolaio di MERS mai avuto finora, ma non ci sono i presupposti per lanciare una mobilitazione globale e parlare di misure di sicurezza estreme come fu per Ebola. Certamente bisogna conoscere ed essere pronti tutti, in qualsiasi momento, ad affrontare eventuali casi. La facilità con cui si viaggia, oggi, permette di diffondere i virus e le malattie molto più rapidamente di un tempo. E anche in questo caso, sfatiamo il mito che “le malattie le portano gli immigrati”. E’ molto più facile che la MERS viaggi per il mondo con gli uomini d’affari coreani e non, piuttosto che con qualche derelitto cinese o indiano.

admin

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